SANTA MARGHERITA ALLA CORNAGGIA

 Si deve alla lungimiranza di San Carlo Borromeo se alla fine del secolo XVI le parrocchie raccolsero dati, annotazioni, memorie che fecero in seguito la storia dei borghi e delle città.

 Il cardinale obbligò infatti i parroci delle diocesi ad istituire l'archivio parrocchiale, che consenti di attingere le prime attendibili notizie sui borghi e sulle loro parrocchie.

 E' accertato che prima dell'anno Mille Cinisello e Balsamo non avevano una Parrocchia propria e un sacerdote autonomo un canonico di Desio veniva ad amministrare i sacramenti e a celebrare la messa nella chiesina di Sant'Eusebio, primo edificio sacro della zona.

 Si sa comunque che dope tale epoca, fine a tempi abbastanza recenti, le comunità dei fedeli si raccoglievano, oltre che in parrocchia, anche negli Oratori o Cappelle, cioè luoghi pii riservati alle orazioni.

 A Cinisello, oltre all'oratorio di Sant'Eusebio, ne esisteva uno privato all'interno di Villa Ghirlanda, e pare qualche altro, di cui si e persa ogni traccia.

 A Balsamo invece erano numerosi: ricordiamo quello di San Marco, di santa Maria Vergine, di SANTA MARGHERITA IN FRAZIONE CORNAGGIA, di cui si parla per la prima volta in occasione della visita pastorale di San Carlo Borromeo, dell'8 luglio 1579.

 In quel giorno il Cardinale, amministrata la cresima ad un gran numero di fedeli, ed istituite canonicamente la"Scuola del S.S. Sacramento" e quella della Dottrina Cristiana, volle visitare anche gli oratori di San Bernardino a Robecco e di Santa Margherita.

 A seguito di questa visita pastorale S. Carlo lascia una relazione intitolata "Ordinationes facta ab Ill.mo et rev.mo d. d. Carole tit. S.ta Praxedis cardinale archieps in eius visitatiene personali plebs. Desii sub die octava Iulii l579."

 In questo documento, al titolo Oratorium S.ta Margarita in loco della Cornaggia" si dice: "L'altare e la predella vengano ristretti un po' secondo forma cosicché verso l'ingresso della cappella possano essere delimitati da una grata. La cappella venga protetta da una grata in legno super gradum. Si facciano soffitti e pavimenti. La finestra e l'occhio venga ampliata. Venga ampliata la sacrestia, si faccia nella parte meridionale. La porta laterale venga chiusa con un muro. Quando ciò sarà state fatto vi si potrà celebrare. Nel frattempo non vi si celebri."

 E più avanti ancora, nei Decreti dope la visita di S. Carlo, sempre sotto il titolo De oratorio Sanctae Margaritae" troviamo: Poiché conviene che tutte le chiese e gli oratori condotti a compimento e ornati elegantemente vengano ricondotti a tutti i requisiti, secondo le istruzioni prescritte, specialmente quelle che sono di diritto di qualche ecclesiastico, affinché da ciò gli uomini imparino con quale riverenza le chiese dedicate a Dio ottimo e massimo e ai suoi santi debbano essere venerate, per la qual cosa a spese dei sig. fratelli de Castanis, ciò venga garantito ad ornamento del predetto oratorio.

 Venga preparata un'effige di Cristo pendente dalla croce, nonché due candelabri in oricalco ad ornamento dell'altare. La rientranza degli orcioli (ampolline) venga riportata alla norma. Tutte le finestre siano munite di un telo cerato. Il confessionale .... troppo indecente, venga tolto da questo oratorio, né in esso alcuno osi raccogliere confessioni. La porta laterale per la quale si va nella "aream" (aia, piazza, cortile) venga chiusa con un muro, come era stato ordinato anche da san Carlo.

 La porta più grande, chiusa dall'esterno, venga munita di un chiavistello. Vengano preparati tutti i paramenti mancanti e ogni tipo di suppellettile ecclesiastica, necessaria secondo le prescrizioni alla celebrazione della Messa.

 "Già san Carlo visitando questa frazione nel 1579 aveva lasciate la planimetria "delineatio" dei due oratori esistenti: quello più ampio e attiguo alla casa del nobile Carlo de Castano era dedicato a SANTA MARGHERITA ; il secondo, costruito vicino alla casa dei fratelli da Caravaggio, era invece dedicato alla Beata Vergine Maria, ed aveva funzioni più propriamente private.

 Di questo oratorio si parla anche nei "Decreti del cardinal Federico Borromeo editi in seguito alla sua visita pastorale del 1604 e di una nuova ricognizione del l6ll."

Alla voce "De oratorio S.Margarithe" troviamo: "Lontane dalla chiesa parrocchiale mezzo miglio è costruito l'oratorio di S. Margherita che non poté essere visitato dall'Ill.mo per l'esiguità del tempo: Anche questo oratorio e rivolto ad oriente ed ha un altare come prescritto con una mensa lignea posta sopra. Sopra l'altare c'e un rialzo ligneo, sul quale si vedono due candelabri aurei e una croce in mezzo di legno. Un crocifisso decente deve essere fatto in oricalco. La cappella di forma quadrata ha finestre laterali rinforzate da battenti e grate di ferro. Il pavimento e ricoperto da laterizi sul quale si sale per un gradino di pietra circondato da "plutei" lignei. Sopra l'altare incombe una copertura sulla quale le rondini costruirono il loro nido: saranno da fornire di finestre di vetro, tela o...

 L'oratorio è di forma quadrata, il pavimento, poiché da sulla via pubblica ha da essere costruita una finestra, vicino alla parte dell'epistola (destra) con una protezione anche di vetro o simile. Il confessionale è collocato sotto detta finestra; non è secondo norma, come si richiede nelle chiese. In questo il parroco della chiesa di Balsamo ascolta le confessioni. Il soffitto a riquadri sia coperto da un tavolato. Una campanella è posta al lato destro di chi entra, il cui suono è emesso dentro l'oratorio. Il vaso dell'acqua santa è marmoreo di forma rotonda presse l'altare inserite nella parete.

 L‘acqua santa viene ricevuta dalla chiesa parrocchiale. Ha due porte, una sul frontespizio .... e munita di chiave, l'altra ricavata vicino alla parte del vangelo (sinistra) attraverso la quale si va nelle case dei coloni. Le chiavi le custodisce il colono Dionisio Vincemala. In questo altare si celebra nello stesso modo che nell'oratorio di San Bernardino di Robecco e per le stesse ragioni. Le suppellettili in uso a questo oratorio sono conservate in una cassa, in casa dei sigg. de Castanis; sono queste: Calice con patena, un messale remano, un altro ambrosiano. Tre borse di corporali, uno per celebrare gli altri per l'ostensione. Un corporale un mantello un "sudariolum". Una bianca due amitte. Anche due cingoli. Un paramento integro di rete bianca elegantemente elaborato, cui è sottoposta una tela di colore rosso. Un altro pallio di tela cerulea dipinto con un fregio d'oro. Pianeta con stola e manipolo "ex ornesino" Un pallio di panno serico verde, "cappello" damaschino. Un campanello per l'elevazione della messa. Due candelabri di legno con crocifisso. Una tabella delle preghiere segrete da rinnovare. Una tavola al posto dell'icona, indecente, contenente l‘immagine del crocifisso. Bacile con orcioli."

 Oltre al più ampio oratorio di santa Margherita ne esisteva alla Cornaggia un altro dedicato alla Madonna e ricordato nei documenti citati: sotto il titolo "Oraterium S.ta Maria in loco della Cornaggia" e la disposizione "In eo non celebretur" nelle "Ordinationes" di san Carlo; sotto il titolo "De oratorio S. Mariae" e l'indicazione "L'altare sia distrutto, lo stesso oratorio da ogni celebrazione di messe, et intelligatur, sia interdetto, come fu ordinato anche da san Carlo"nei Decreti dopo la visita di san Carlo; sotto il titolo "Oratorium B. Virginis" e l'informazione " e' costruito lontano dalla chiesa parrocchiale lo spazio di un miglio un oratorio in onore della Beatissima Vergine, vicino alla casa del signor Andrea Caravaggio, che non poté essere visitato per l'esiguità del tempo dall'Ill.mo cardinale" nei decreti del cardinal Federico Borromeo.

 I fermi richiami alle famiglie responsabili affinché fossero predisposti i lavori di restauro indispensabili per ridare alla chiesa il giusto decoro sono un esempio significativo dell'emarginazione in cui versavano molti degli "oratori campestri" nel secolo XVII in tutta la Brianza.

 In effetti l'oficiatura domenicale non era svolta dal parroco o dai sacerdoti della parrocchia di san Martino, ma veniva affidata ai padri Cappuccini di Monza che, recandosi tra i contadini della Cornaggia, non si limitavano alla celebrazione eucaristica, ma vi amministravano regolarmente il sacramento della confessione e impartivano la benedizione alle puerpere.

 Qualche parroco di Balsamo, e certamente tra questi don Paolo Righetti (1740-1778), considerava tutto ciò un'indebita ingerenza nella propria giurisdizione ecclesiastica e per questo avena inoltrato formale protesta in Curia.

 La situazione veniva risolta nel 1754 da monsignor Verri che, nel corso della visita pastorale, proibiva ai padri Cappuccini di Monza qualsiasi gesto liturgico che esulasse dalla messa festiva.

 Proprio il resoconto dettagliato di questa visita pastorale permette di ampliare le conoscenze sulla chiesa di santa Margherita, che nel frattempo era stata adeguatamente restaurata: essa conservava la propria struttura originaria, aveva a fianco una minuscola sacrestia e una campana, collocata su un pilastro esterno.

 Un ritratto di santa Margherita costituiva l'unico arredo artistico di un certo rilievo, mentre in due "capsulae" lignee si conservavano alcune reliquie dei santi Placido Lucio Celestina.

 Le vicende di questo antico oratorio hanno seguito quelle della famiglia da Castano, passando prima alla famiglia Zanatta, e in seguito a quella dei frapolli di Monza.

 Fino ad alcuni decenni or sono l'oratorio di santa Margherita costituiva ancora il polo d'aggregazione della vita religiosa alla Cornaggia; poi con l'evolversi dei tempi, con l'aumento della popolazione nella frazione si è resa necessaria l'edificazione di una nuova chiesa che, seguendo l'antica tradizione, è stata dedicata anch'essa a santa Margherita.

 Il tempo, l'indifferenza degli uomini e delle autorità preposte, l'avanzare del cemento, hanno costituito negli ultimi decenni i nemici più agguerriti dei due oratori campestri della Cornaggia.

 Raso al suolo quello dedicato alla beata Vergine, restano i muri pericolanti della vecchia chiesa di santa Margherita: stretta tra un vecchio cortile contadino ed un più recente edificio, essa è celata alla vista da un palazzo antistante, che si affaccia sul viale Brianza.

 Cinisello 25 giugno l992

                                                                                                               Maria Molteni

                                                                                                               con la collaborazione di

                                                                                                               Felicita Confalonieri

                                                                                                               Ezio Meroni